La toxoplasmosi è una malattia infettiva provocata da un protozoo (Toxoplasma Gondii) tipica di mammiferi e uccelli.
In particolar modo e di particolare interesse è il fatto che questo protozoo trova nel gatto l'ospite ideale per la sua riproduzione. Il gatto può infettarsi (nella maggior parte dei casi) mangiando roditori che a loro volta sono già infetti, ma nel suo intestino il toxoplasma si riproduce, ed il gatto rilascia poi con le sue feci delle ovocisti del toxoplasma.
Queste ovocisti possono essere ingerite da altri animali o dall'uomo (raramente) che a loro volta se ne infettano. Parlo del gatto in quanto è l'animale che più spesso abbiamo vicino, ma anche molti altri possono essere veicolo della malattia della toxoplasmosi come agnelli, maiali e in genere qualsiasi mammifero.
Da qui nasce l'esigenza, fondamentale per le donne in gravidanza, di osservare alcune semplici regole per evitare l'infezione nel caso in cui non l'abbiano contratta in precedenza.
- non mangiare carne cruda o poco cotta di angello o maiale
- evitare gli insaccati, soprattutto se artigianali
- lavare molto bene frutta e verdura che vengono consumate crude (lavarle con bicarbonato o amuchina)
- non mangiate insalata al ristorante (non sapete se l'hanno lavata bene !)
- non mangiate latticini non pastorizzati
- se avete gatti in casa, in via precauzionale, fate pulire ad altri la lettiera oppure usate dei guanti
- lavarsi molto bene le mani dopo aver toccato terra di giardino o orto


Ricordatevi che con la cottura dei cibi il germe viene eliminato !

Ma perchè la toxoplasmosi è importante per le donne in gravidanza ?

Il decorso di un'infezione da toxoplasmosi è in genere asintomatico (ovvero senza sintomi di rilievo) ed il soggetto colpito produce degli anticorpi in grado di contrastare un'eventuale nuova infezione (un po' come avviene con le malattie tipo morbillo, rosolia etc.)
Se però una donna non ha mai contratto la toxoplasmosi prima dell'inizio della gravidanza (si dice che è un soggetto toxo ricettivo) è bene che sia sotto stretto controllo mensile in quanto la toxoplasmosi, se contratta, può trasmettersi al feto e questo è molto rischioso, soprattutto nei primi mesi di gravidanza.
La toxoplasmosi connatale (quella trasmessa dalla madre al feto nel corso della gravidanza) è quella più rischiosa in quanto può portare a gravi malattie e lesioni come sordità, ritardo mentale, alterazioni visive, polmoniti e altro. Nei primi mesi di gravidanza può anche provocare un aborto o la morte fetale.

Come sapere se si è toxo ricettive ?

Non appena si scopre di essere incinta, sarà il medico a far fare tutti i principali esami tra cui sicuramente anche il Toxo-test. Questo test si effettua mediante un semplice esame del sangue nel quale verranno cercate le immunoglobuline specifiche che il corpo produce in caso di infezione. In particolare vengono cercati due tipi di immunoglobuline:
  • IgM Anti-Toxoplasma ELFA: viene prodotta nella prima fase dell'infezione e sono quelle più pericolose per il nascituro
  • IgG Anti-Toxoplasma EIA: vengono prodotto nella seconda fase dell'infezione e sono meno pericolosi
Questo esame del sangue serve per classificare le donne in 3 fasce:
- ricettiva (quindi non ha mai contratto la malattia)
- dubbio (potrebbe averla contratta o avere la malattia in corso e non aver ancora prodotto gli anticorpi)
- non ricettiva (ha certamente contratto in precedenza la malattia e ha gli anticorpi)

  limite significato
IgG UI/ml < 8 non ci sono gli anticorpi
IgM   < 0,55 soggetto ricettivo
IgM   >= 0,55 - < 0,65 soggetto dubbio
IgM   >= 0,65 soggetto non ricettivo

Se la donna è protetta (quindi è un soggetto non toxoricettivo) non è più necessario ripetere questo esame nel corso della gravidanza come invece deve fare una donna toxoricettiva o dubbia, effettuando almeno 3/4 prelievi nel corso dell'intera gravidanza, meglio se tutti i mesi.

Nel caso in cui si contraesse la toxoplasmosi in gravidanza si riscontreranno nelle analisi valori di IgM maggiori di 0,55. In questo caso l'infezione viene dichiarata come dubbia ed immediatamente vengono fatti ulteriori accertamenti per poter intervenire tempestivamente con un trattamento antibiotico ben tollerato sia dalla mamma che dal bambino.

Casistiche

E' stato appurato che in Italia è sempre maggiore il numero di gravidanze (60%) portate a termine da donne toxoricettive senza contrarre l'infezione. Questo è dovuto ad un miglioramento delle condizioni igieniche della nostra vita e dell'allevamento del bestiame utilizzato per l'alimentazione.
E' stato comunque ossrevato che le abitudini alimentari di una popolazione influiscono sull'aumetare o diminuire di questa percentuale: ad esempio è più facile trovare donne protette dalla toxoplasmosi dove viene consumata più carne di maiale rispetto a dove si consuma più pesce.

Recenti studi (pubblicati sul British Medical Journal - leggi l'articolo) hanno affermato che la principale fonte di infezione da Toxoplasmosi è il consumo di carne cruda o poco cotta come ad esempio carpaccio, prosciutto crudo, capocollo, tartara, salsicce, carne salata ed essiccata. Viene consigliato infatti alle donne in gravidanza di lavarsi bene le mani dopo aver toccato la carne cruda ad esempio per la preparazione dei piatti e di evitare di assaggiare i piatti in preparazione finchè la carne non è completamente cotta.

Un'altra fonte di contagio è risultata essere la terra di giardini e orti dove animali infetti possano aver defecato e per questo si consiglia a chi fa giardinaggio di lavarsi sempre e molto bene le mani dopo aver toccato la terra. Questo ovviamente si estende come conseguenza anche al consumo di frutta e verdura cruda che dovrà essere accuratamente lavata prima di essere consumata.

Negli stessi studi è stata ridimensionata l'attenzione verso i gatti domestici in quanto difficilmente possono infettarsi in quanto vivono sempre in casa, in appartamento e mangiano croccantini e carne in scatola che molto, molto raramente sono ricettacolo di batteri della Toxoplasmosi. Diverso il discorso invece del gatto domestico, si, ma di campagna che può uscire, cacciare ed entrare in contatto con gatti randagi che invece sono un vero "pericolo" in quanto possono contrarre la malattia da roditori e uccelli.

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